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Eventi Siena e dintorni

 

Ultimi eventi


A Piancastagnaio sagra del Crastatone

E il Crastatone è la ottima castagna del Monte Amiata che qui si celebra con una tre giorni che va dal 31 ottobre al 2 novembre.

8 - 9 - 15 - 16 novembre, a San Giovanni d’Asso, c’è la Mostra Mercato del Tartufo Bianco.

8 - 9 - 15 - 16 Novembre, San Giovanni d’Asso celebra il suo prodotto più nobile: il Tartufo Bianco delle Crete Senesi.

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FRANCIGENA

Un'antica strada che unisce l'Europa partendo da Canterbury per raggiungere Roma taglia in due il territorio della provincia di Siena, da nord a sud, passando proprio davanti alle porte dell'Hotel Arcobaleno. È la via Francigena che l'amministrazione provinciale ed alcuni comuni della provincia hanno deciso di rilanciare come grande itinerario europeo per il turismo lento e sostenibile.
Consigliamo ai nostri clienti di percorrere alcuni chilometri di questa strada medievale nel territorio di Monteriggioni, alle pendici della Montagnola senese, dove il tracciato è completamente sicuro, segnalato e ristrutturato attraverso cartelli e segnavia che vi permetteranno di godere delle bellezze naturali di questa parte del territorio alle porte della città e scoprire antichi ponti, tracciati stradali medievali, rovine di castelli, rocche e cappelle, magari partendo dall'antico monastero di Abbadia Isola o dal Castello di Monteriggioni.


MONTERIGGIONI

Storica cinta muraria alla sommità di un colle che domina la via Cassia e la moderna superstrada Siena-Firenze, ne ha vista di storia passare sotto le sue mura possenti e le sue torri. Si hanno notizie di un castello a Monteriggioni fin dal 1100 ma l'attuale fortificazione ha il suo atto di nascita in un documento del 1214.
Oggi Monteriggioni è un piccolo borgo che consiste in una grande piazza acciottolata che circonda un antico pozzo. Attorno le vecchie case, una piccola chiesa ed una via che entra da un porta che guarda verso Siena per uscire verso Firenze. Pochi gli abitanti del borgo che ha conservato intatto il proprio fascino medievale. Al suo interno anche caratteristici punti di ristoro con prodotti tipici, ristoranti ed un museo dove oltre a vedere le antiche armi del Castello e passeggiare lungo i camminamenti della cinta muraria è possibile anche indossare riproduzioni perfette delle antiche armature.


AMIATA

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Nelle belle giornate limpide da Siena guadando a Sud si scorge nitida la sagoma del Monte Amiata che svetta sopra la val d'Orcia accanto al massiccio di Radicofani. È una delle montagna più alte della Toscana con i suoi 1738 metri sul livello del mare. Da Siena in meno di un'ora si possono raggiungere le pendici del Monte Amiata percorrendo la strada Cassia che taglia la val d'Arbia e la val d'Orcia passando ai piedi di Montalcino. Oltre San Quirico, oltrepassato il 43° parallelo si lascia la Cassia per salire in direzione dei grand paesi del Monte, cresciuti anche nel corso del Novecento come importanti centri minerari ma che conservano, nei loro piccoli centri storici, le caratteristiche ed il fascino della Toscana più Antica. È il caso di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Vivo d'Orcia e sul versante Grossetano Santa Fiora, Arcidosso e Casteldelpiano. La vetta dell'Amiata nei mesi invernali è un importante centro sciistico che richiama molti appassionati e sportivi mentre nelle altre stagioni è meta turistica per lo straordinario panorama che spazia fino al lago di Bolsena a sud e a Siena verso nord e sulla Maremma.


SAN GIMIGNANO E VOLTERRA

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Non ha forse bisogno di presentazioni San Gimignano, uno dei borghi più belli d'Italia e sicuramente una delle mete turistiche più rinomate della provincia di Siena. Dista dalla città poco più di trenta chilometri e si raggiunge facilmente in direzione nord oltrepassando la val d'Elsa e Poggibonsi. Le torri di San Gimignano ci mostrano perfettamente ancora oggi un passato nobile per la cittadina, quando ogni torre rappresentava il potere politico ed economico della famiglia che la abitava. Oggi molte delle antiche torri non esistono più o sono state abbassate ma la sagoma del paese è ancora inconfondibile. Al suo interno importanti palazzi e d'obbligo una visita alla Rocca, al Duomo ed alle chiese di San Francesco e Sant'Agostino. Il modo migliore per visitare San Gimignano è piedi, entrando da un'antica porta lungo le mura per vagare lungo le strade lastricate del paese in cerca di tesori. Da San Gimignano poche decine di chilometri ci conducono a Volterra, percorrendo una strada che ci mostra la bellezza selvaggia dell'Alta val d'Elsa. Volterra sorge su un alto picco che domina su un lato le colline pisane ed il mar Tirreno che si trova non lontano verso ovest. Oltre alle bellezze architettoniche di epoca medievale, come il palazzo dei Priori e la cattedrale, Volterra offre importanti testimonianze rinascimentali come i palazzi delle storiche famiglie locali. Da visitare anche il parco della Fortezza ed il teatro Romano oltre ad una delle testimonianze più importanti di epoca etrusca in Toscana: l'arco etrusco di Porta all'Arco, al termine di una lunga discesa. Prove della nascita etrusca della città si trovano facilmente nel museo etrusco che, tra i tanti reperti, espone anche la statuetta “L'ombra della sera”. Infine da non perdere la Pinacoteca del bellissimo Palazzo Minucci con il capolavoro di Rosso Fiorentino “La deposizione della croce”.


VAL D'ORCIA

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Uno dei paesaggi tipici delle “terre di Siena” è fatto da campi coltivati, grano, girasoli, antichi casolari e cipressi. Tutto questo non è frutto dell'immaginazione di nessuno ma la realtà che tutti possono trovarsi davanti agli occhi percorrendo le strade della Val d'Orcia. Quest'area, lungo il fiume Orcia, si raggiunge uscendo da Siena lungo la via Cassia in direzione sud, oltrepassate le mura di Buonconvento ed il paese di Torrenieri ci si trova proiettati dentro quella cartolina che ha reso celebre questa zona: campi e cipressi a perdita d'occhio, sotto l'imponente mole del Monte Amiata. Il modo migliore per visitare questa zona è quindi in auto ma sono necessarie delle soste a San Qurico, con la sua bella cattedrale gotica ed i giardini rinascimentali chiamati Horti Leonini. Una deviazione è indispensabile per raggiungere Pienza, gioiello rinascimentale inventato da Papa Pio II, con la perfezione delle sue strade e del Duomo in travertino. Altra sosta imperdibile lungo la val d'Orcia è Bagno Vignone con la sua vasca termale di origine medievale che occupa l'intera piazza del piccolo borgo. Proseguendo lungo la Cassia, prima che la val d'Orcia diventi Val di Paglia per raggiungere il Lazio con Acquapendente ed il lago di Bolsena sula sinistra si erge l'altipiano di Radicofani con la sua rocca da cui il bandito Ghino di Tacco controllava la Cassia.


MONTALCINO E SANT'ANTIMO

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In tutto il mondo il nome di Montalcino richiama alla mente il Brunello, uno devi vini giustamente più celebri e celebrati della terra toscana. Ma Montalcino è anche un bellissimo borgo nato sopra un alto Colle a Sud di Siena. Prima quindi di assaggiare il pregiato nettare di queste terre è consigliabile visitare il centro del paese, con la sua Fortezza dove si rifugiarono i senesi in fuga dalla città conquistata dai Fiorentini nel 1555. Il centro è poi fatto da strette vie, chiese e palazzi medievali con degli scorci di panorama che ci permettono di vedere in lontananza Siena con la torre del Mangia ed il campanile del Duomo perfettamente riconoscibili.
Vicino a Montalcino, scendendo verso il fiume Orcia ed il Castello di Velona, oltrepassando i vigneti del celebre vino, ci troviamo in prossimità dell'antica Abbazia di Sant'Antimo che conserva alcuni ambienti di epoca Carolingia. Oggi è visitabile sia all'esterno che all'interno e si possono ammirare bellissimi bassorilievi dell'anno Mille oltre all'aspetto tipico di epoca romanica.


CHIANTI

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A nord di Siena, lungo la vecchia strada per Firenze, la statale 222 chiamata “Chiantigiana” si aprono i bellissimi e suggestivi scenari del Chianti. Una terra boscosa e scoscesa che l'uomo ha saputo addomesticare con vigneti e oliveti che oggi danno un grande vino conosciuto ed esportato in tutto il mondo: il Chianti Classico. I paesi di quest'area, che distano da Siena poche decine di chilometri sono ricchi di sorprese per la cura con cui sono stati mantenuti i centri storici e per la vita che ancora oggi vi si svolge dentro, dove quindi la modernità si sposa perfettamente con la storia. Il periodo migliore per visitare queste terre è forse l'autunno quando nei campi si svolge la vendemmia e nei paesi si aprono le cantine per prepararle ad accogliere il nuovo vino. I paesi del Chianti Classico sono Castellina, Radda e Giaole ma è consigliabile perdersi anche nelle strade secondarie in cerca di piccoli borghi ricchi di storia e fascino come Fonterutoli, Vagliagli, Volpaia, San Sano, Monti, San Regolo, Pievasciata e tanti altri dai nomi curiosi e dall'indiscutibile patrimonio storico e naturale.


MONTEPULCIANO

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Un importante città della provincia di Siena è senza dubbio Montepulciano, architettonicamente un vero e proprio gioiello della toscana del sud che emana un fascino nobile, come il nome del proprio vino, il Nobile di Montepulciano appunto.
Montepulciano si trova a sud della provincia, non lontano dall'autostrada del Sole, su un alto colle che le permette di dominare da un lato la val d'Orcia e dall'altro la val di Chiana, campi e vigneti a perdita d'occhio che si possono ammirare dalla parte più alta del paese dove, dopo ripide salite, oltrepassando vie e vicoli, si apre la bellissima piazza principale con il palazzo rinascimentale che ospita gli uffici comunali e l'imponente cattedrale di pietra. Nella parte alta della città sorge anche la Fortezza che permetteva la difesa non soltanto di Montepulciano ma di tutta la zona.
Nelle vicinanze meritano una visita anche il Monte Cetona, l'abitato di Sarteano con il suo castello e Chiusi, importante città di origine etrusca.


CRETE SENESI

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Alle porte della città, scendendo a sud lungo la via Lauretana i viaggiatori si troveranno immersi in un panorama unico al mondo, con paesaggi lunari fatti di terra, calanchi e biancane: sono le Crete senesi. Uno spettacolo della natura fatto di campi coltivati, piccoli laghi e boschi di querce, luoghi inconfondibili e scenari di molti film proprio per la loro unicità. I centri abitati delle crete senesi sono Asciano, San Giovanni d'Asso (famoso per il suo tartufo bianco), le vicinanze di Trequanda e Chiusure da cui si domina l'antico monastero di Monte Oliveto Maggiore, uno dei panorami più incantevoli dell'intera provincia, con il monastero benedettino circondato dalle Crete con calanchi bianchi dove spesso si forma una nebbia che rende tutto più magico.
È semplice visitare le Crete in macchina, raggiungendole da Asciano o Buonconvento, a pochi chilometri da Siena, ma per una viaggio davvero indimenticabile è a disposizione il Treno Natura, una vecchia locomotiva ferroviaria e vecchie carrozze di inizio Novecento che percorrono l'antico tratto ferroviario che da Siena raggiunge Monte Antico, in provincia di Grosseto proprio percorrendo a bassa velocità le gole, i boschi, le vecchie stazioni ed i campi delle Crete e della val d'Asso per attraversare anche le pendici del Monte Amiata. Per informazioni www.trenonatura.terresiena.it/trenonatura2010/.


SAN GALGANO

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Un luogo misterioso e ricco di fascino a pochi chilometri da Siena, lungo l'antica strada che portava al Grossetano. Una bella e grande chiesa gotica di origine cistercense che sorge in mezzo alla campagna, in un piano coltivato, ma soprattutto un chiesa il cui soffitto è direttamente il cielo. È l'abbazia di San Galgano, ai piedi dell'abitato di Chiusdino, famosa per essere senza tetto. Al proprio interno quindi, sotto le grandi finestre in pietra, il pavimento è fatto di terra e piccoli fiori di campo e guardando in alto si vedono le nuvole, il sole, o le stelle, l'effetto che fa ai visitatori è unico al mondo e merita sicuramente una visita.
Altro mistero di questa chiesa si trova a poche centinaia di metri, su un piccolo colle accanto a San Galgano sorge un'altra chiesa, Montesiepi, piccola e affascinante per via della pianta circolare che la contraddistingue e per i mattoni bianchi e rossi con cui è costruita, ma soprattutto per il segreto che ospita al centro della costruzione: una spada incastrata nella roccia, sprofondata della pietra da secoli e da cui escono solamente pochi centimetri di lama e l'elsa di chiara origine medievale. Si dice che il proprietario della spada fosse il giovane Galgano (a cui adesso è dedicata l'abbazia sottostante) che cercando una croce verso cui pregare decise di utilizzare la propria spada a questo scopo conficcandola nella pietra. Nessuno è più riuscito a togliere l'arma dalla roccia ed è chiara la vicinanza di questa leggenda al ciclo di Re Artù e delle antiche leggende della Tavola Rotonda, ad infittire il mistero ed il rapporto tra le due leggende è la presenza tra i cavalieri del Re inglese di un Galvano, nome decisamente simile a quello del giovane eremita che conficcò la spada nella roccia di Montesiepi.


RADICONDOLI E LARDARELLO

Un paesaggio ancora diverso tra i tanti della provincia di Siena è quello delle colline metallifere che circondano l'abitato di Radicondoli. Un paese a circa quaranta chilometri da Siena che mette in contatto la Valdelsa con la provincia di Pisa verso Lardarello e di Grosseto con l'abitato di Montieri. Radicondoli sorge in alto a dominare l'area delle metallifere, la via principale è pianeggiante mentre ai suoi lati scendono perpendicolari tanti ripidi vicoli. Attorno a Radicondoli il paesaggio naturale, dal verde intenso dei tanti boschi, si amalgama in modo originale con gli impianti geotermici che sfruttano in modo naturale il calore delle acque sotterranee per produrre energia. Da qui in pochi chilometri si raggiunge infatti Lardarello, un centro della provincia di Pisa, celebre appunto per la sua importante centrale geotermica e dove il paesaggio è reso affascinante ed unico dalla presenza di moderne e curiose costruzioni e torri e lunghi chilometri di tubi dentro le quali scorre l'energia pulita che scorga direttamente dalla terra. Un luogo da visitare proprio per come mette in rapporto la bellezza della natura incontrastata con il progresso e la produzione di energia ideata alla metà del Novecento.


LA DIANA E I BOTTINI DI SIENA

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Esiste una Siena sconosciuta, parallela alla Siena ufficiale ma sotterranea, un intrico di cunicoli, strade e larghi che si estendono per chilometri sotto le vie del centro di Siena: si tratta dei cosiddetti bottini, non semplici cunicoli ma un arditissimo e funzionale sistema di acquedotti medievali che i senesi a partire dal 1300 hanno costruito per approvvigionare la città di acqua, vista la mancanza di un fiume. I bottini, chiamati così per la loro forma “a botte”, sono vicoli sotterranei scavati nel tufo e nella pietra, che uniscono dentro ad un piccolo canale che le percorre alcune vene e falde di acqua e l'acqua piovana che filtra dall'alto. I bottini nel medioevo riuscirono a portare l'acqua nel centro di Siena grazie alla loro leggera e costante pendenza ed ancora oggi l'acqua che sgorga dalle fontane cittadine, non ultima Fonte Gaia in piazza del Campo, è alimentata da questo affascinante acquedotto medievale.
I bottini sono ancora oggi completamente percorribili e rappresentano un vero e proprio fiume cittadino come quello che secondo la leggenda dovrebbe esistere veramente. I senesi infatti sono sempre stati convinti che sotto i loro piedi scorresse il leggendario fiume Diana che nessuno ha mai trovato ma che nei secoli è stato cercato da molti fino a farsi criticare e canzonare da Dante Alighieri nella Divina Commedia che per questo definì i senesi “gente vana”, ma ancora oggi qualcuno è convinto di sentire, nel silenzio della notte, lo scrosciare di questo leggendario corso d'acqua nel centro della città.


CASTELLI E LEGGENDE

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La provincia di Siena conserva molte testimonianze del proprio passato, a cominciare dall'origine etrusca di molti luoghi. Ma è in epoca medievale che il territorio cresce e si sviluppa, per questo motivo sono molti i castelli, i borghi fortificati, le Rocche e le fortezze della zona.
Quasi ogni paese ha la propria Rocca e le campagne sono costellate da Castelli e torri, molte delle quali ancora perfettamente conservati e vissuti, altri abbandonati o riadattati in epoche successive.
Il più noto è forse il Castello di Brolio, nel territorio del Chianti, di proprietà della famiglia Ricasoli e vicino a questo sovrasta Gaiole il castello di Meleto.
Da citare vicino alla città il castello di Belcaro, ma anche Montauto nel territorio della Berardenga oppure Frontignano e Capraia nel territorio della val di Merse. Castelli abbandonati o distrutti sono invece il Castello di Cerreto, dove le antiche mura e torri crollati sorgono adesso nel bel mezzo di un bosco di querce e lecci, dove la natura si è riappropriata dello spazio a dispetto della costruzione medievale. C'è poi la Rocca di Crevole tra Murlo e Casciano, della quale resta soltanto una torre semidistrutta capace però di conservare un fascino indiscutibile dato anche dalla sua posizione alla sommità di un colle. A molti di questi castelli si associano leggende e storie di fantasmi, ancora una volta è Brolio ad essere il più conosciuto, pare infatti che il fantasma del Barone Bettino Ricasoli (già primo ministro della Monarchia in epoca risorgimentale) continui ogni notte a cavalcare all'interno del proprio territorio e non in pochi dicono di sentirlo o di averlo addirittura avvistato.
Ma non solo i castelli sono il centro di storie e leggende nere, anche il centro della città ha il suo fantasma, precisamente nell'Orto Botanico di via Mattioli dove pare che l'anima di un monaco compaia nelle notti senesi. Altre presenze si raccontano nella sede della contrada del Drago, in piazza Matteotti, dove gli spiriti sono quelli delle suore che abitavano un antico monastero ora distrutto.


PALIO

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L'anima reale dei senesi si svela nella loro festa più importante, il Palio. Se durante l'anno o al di fuori del mondo delle contrade i cittadini di Siena vi potranno sembrare dei semplici toscani dalle caratteristiche non dissimili dal resto della regione nei giorni del Palio o parlando di questo li troverete trasformati, improvvisamente sopra le righe ed attaccati alla propria contrada, ai colori del loro rione, con un reale sentimento di appartenenza e di passione sfrenata.
Il Palio è sì una corsa di cavalli che si volge due volte l'anno (2 luglio e 16 agosto) in piazza del Campo, ma è anche e soprattutto appartenenza e partecipazione durante tutto l'anno. Le contrade infatti sono vere e proprie città dentro la città, dove i legami familiari e di amicizia si legano indissolubilmente all'amore per i colori e gli emblemi del Rione. Sono diciassette le contrade ed ognuna di queste ha la propria chiesa, la propria società, la stalla ed un museo dove si possono trovare molti tesori che i visitatori distratti potrebbero non considerare. Senza contare che è nei musei che si conservano i drappelloni che le contrade vincono con la corsa del Palio e molto spesso si tratta di drappi dipinti dai più noti pittori ed artisti mondiali (per citarne alcuni possiamo trovare Guttuso, Adami, Fiume, Botero, Maccari, Possenti, Olla, Arroyo, Folon, Campeggi, Luzzati e Mitoraj).